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Olio di nigella: non filtrato, in capsule, come usarlo

L’olio di nigella ha i suoi affezionati, che lo conoscono fin dall’infanzia, e i suoi curiosi, che lo scoprono e se ne vanno con tre domande: perché «non filtrato»? Bisogna berlo puro? E questo sapore, è normale? Sì, è normale, e vi spieghiamo perché. Ecco cosa raccontiamo al bancone del nostro negozio di Parigi 12e, bottiglia alla mano. Troverete tutti i nostri riferimenti sulla pagina nigella a Parigi.

La nigella, un piccolo seme nero
La nigella (Nigella sativa), chiamata anche cumino nero, è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee. Si raccolgono i suoi piccoli semi neri, angolosi, che molti conoscono già in cucina, su certi pani o formaggi. L’olio si ottiene spremendo questi semi.
Ha una lunga storia: il suo uso risale a più di 3000 anni nelle tradizioni orientali e mediterranee, e semi di nigella sono stati ritrovati nella tomba di Tutankhamon. Dal punto di vista della composizione, le schede dei nostri oli indicano più dell’80% di acidi grassi insaturi, soprattutto acido linoleico (omega-6) e acido oleico (omega-9), così come timochinone, il composto aromatico che lo caratterizza.
Filtrato o non filtrato: cosa cambia
Un olio filtrato è passato attraverso un filtro per renderlo limpido. È più chiaro e il suo sapore più dolce. Un olio non filtrato conserva le microparticelle dei semi e forma un leggero deposito sul fondo della bottiglia. Il suo colore è più intenso, tra bruno dorato e verde scuro, e il suo sapore più pronunciato. Questo deposito non ha nulla di anomalo: basta agitare la bottiglia prima di ogni utilizzo.
I nostri oli di nigella in bottiglia sono tutti del marchio tedesco Krauterland, non filtrati e ottenuti tramite prima spremitura a freddo. Esistono tre formati:
- La bottiglia da 250 ml bio, per scoprire.
- La bottiglia da 500 ml bio, in vetro, per un uso regolare.
- Il litro Krauterland Nutrilife, spremuto da semi egiziani e premiato con una medaglia d’oro della DLG, la società agricola tedesca. Questo formato non è etichettato come bio.
Come assumerlo per via orale
La scheda Krauterland consiglia un cucchiaino al giorno, puro o mescolato al miele, preferibilmente al mattino. È semplice, ma occorre essere avvisati: il sapore è forte, leggermente piccante e amaro, e sorprende al primo cucchiaino.
Il miele è il trucco più noto per addolcirlo. Si può anche versare l’olio a filo su un’insalata di verdure crude o su verdure, una volta servito il piatto. Evitate di scaldarlo: è spremuto a freddo proprio per preservare i suoi composti sensibili al calore.
La scheda menziona cure da uno a tre mesi, con una pausa di alcune settimane tra l’una e l’altra. Se seguite un trattamento, se siete in gravidanza o in allattamento, chiedete prima il parere del vostro medico o farmacista.

Le capsule: senza il sapore
Per chi il sapore respinge davvero, esiste l’olio di nigella bio in capsule di Dynveo. Qui, il procedimento è diverso: l’olio è estratto con CO₂ supercritica, poi racchiuso in una capsula vegetale a base di tapioca, senza carragenina. Quattro capsule forniscono 2000 mg di olio, e l’etichetta annuncia almeno il 3% di timochinone e almeno il 55% di acido linoleico.
La posologia va da una a quattro capsule al giorno, con un grande bicchiere d’acqua, preferibilmente lontano dai pasti. La scheda consiglia di iniziare con una sola capsula, poi di aumentare progressivamente, e chiede alle persone allergiche alle Ranuncolacee di chiedere un parere medico. È la soluzione pratica in viaggio o in ufficio, quando non si vuole portare una bottiglia.
In uso esterno, sulla pelle e sui capelli
L’olio di nigella serve anche come trattamento. Se ne applicano alcune gocce sulla pelle o sui capelli, con un massaggio delicato, puro o mescolato a un altro olio vegetale come l’argan o il jojoba. Entra anche in preparazioni fatte in casa, maschere per capelli o oli da massaggio. Il suo odore resta marcato: poco basta. La scheda consiglia alle persone allergiche alle Ranuncolacee di fare un test su una piccola zona di pelle prima del primo utilizzo. Se vi piacciono gli oli a doppio uso, cucina e trattamento, anche il nostro articolo sull’olio di cocco vergine bio vi piacerà, e i nostri altri trattamenti sono nel reparto bellezza.
Domande frequenti
Perché c’è un deposito sul fondo della mia bottiglia?
Perché l’olio non è filtrato. Questo deposito è fatto di particelle di semi. Agitate la bottiglia prima di servirvi.
Come conservare l’olio di nigella?
In un luogo fresco, al riparo dalla luce, con il tappo ben chiuso. Una volta aperta, la scheda Krauterland consiglia di conservarla preferibilmente in frigorifero e di consumarla entro sei mesi.
Olio o capsule, quale scegliere?
L’olio è più versatile: si usa a cucchiaini, in cucina a freddo e sulla pelle. Le capsule sono più pratiche e senza sapore, ma servono solo per l’assunzione per via orale.
Si può cucinare con l’olio di nigella?
Sì, a condizione di aggiungerlo dopo la cottura: su un hummus, una zuppa fredda o verdure grigliate. Il suo sapore domina in fretta, quindi poche gocce bastano.
Il modo migliore per capire questo sapore resta parlarne davanti allo scaffale: venite a trovarci rue Théophile Roussel, tra Ledru-Rollin e Bastille.