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Quale omega 3 scegliere: pesce, krill o alga

Davanti al reparto degli omega 3, molti clienti hanno la stessa reazione: ce ne sono tanti, e le etichette si assomigliano. Olio di pesce, olio di krill, olio di microalga, olio di fegato di merluzzo… e dietro, cifre di EPA e DHA che non si sa bene come confrontare. La buona notizia è che bastano tre domande per orientarsi: da dove viene l’olio, quanto apporta di EPA e DHA al giorno, e sotto quale forma. Tutti i nostri prodotti sono sulla pagina omega 3 a Parigi.

EPA, DHA, ALA: di cosa si parla?
«Omega 3» designa una famiglia di acidi grassi. I due che si cercano in un integratore marino sono l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico). Un terzo, l’ALA (acido alfa-linolenico), è quello delle piante, come il lino.
Sono l’EPA e il DHA che portano le indicazioni autorizzate. L’EPA e il DHA contribuiscono a una normale funzione cardiaca; l’effetto benefico è ottenuto con il consumo giornaliero di 250 mg di EPA e DHA. Il DHA contribuisce alla normale funzione cerebrale; l’effetto benefico è ottenuto con il consumo giornaliero di 250 mg di DHA. Per questo si leggono prima queste due cifre sull’etichetta, e non solo la quantità di olio.
Olio di pesce: il più diffuso
È la forma più classica, e quella che offre le dosi di EPA e DHA più elevate. Gli Omega 3 Golden Omega di Doctor’s Best apportano 800 mg di EPA e 400 mg di DHA per 2 softgel, a partire da olio di acciughe purificato per distillazione molecolare. Gli Omega 3 Epax® di Nutrimuscle danno 1.520 mg di EPA e 760 mg di DHA per 4 capsule, tratti da pesci selvatici dei mari freddi.
Un dettaglio che conta: conserviamo i flaconi Nutrimuscle in frigorifero, dal momento della ricezione fino alla vendita. Un olio omega 3 teme il calore e l’ossidazione. La scheda Nutrimuscle annuncia peraltro un indice di ossidazione TOTOX inferiore a 3.
Per chi preferisce un cucchiaio a una capsula, l’olio di fegato di merluzzo LYSI d’Islanda si assume nella misura di un cucchiaino da 5 ml, che apporta 540 mg di EPA e 610 mg di DHA, con vitamina A e vitamina D. Si conserva in frigorifero dopo l’apertura.
Olio di krill: piccola dose, altra forma
Il krill è un piccolo crostaceo dell’Antartide. Il suo olio si distingue per la sua forma: gran parte dei suoi omega 3 sono legati a fosfolipidi, e contiene naturalmente un pigmento rosso, l’astaxantina. L’olio di krill Superba Boost™ di Dynveo apporta, per 2 capsule, 661 mg di fosfolipidi e 319 mg di omega 3 totali, di cui 177 mg di EPA e 83 mg di DHA, più colina.
Le sue dosi di EPA e DHA sono quindi notevolmente più basse di quelle di un olio di pesce concentrato. Si scelte per la sua forma particolare, non per la quantità. Resta un prodotto del mare: da evitare se siete allergici ai crostacei. Se l’astaxantina vi interessa per se stessa, ha un proprio reparto astaxantina.
Olio di alga: la versione vegetale
I pesci non producono i loro omega 3: li ricavano dalle microalghe della loro catena alimentare. Alcune marche vanno quindi direttamente alla fonte. L’Omega 3 vegetale Microalga di Dynveo apporta 500 mg di DHA e 250 mg di EPA per 2 capsule vegetali, a partire dall’alga Schizochytrium. Nessun pesce, nessuna gelatina: è la soluzione per i vegani e per chi non ama il retrogusto marino.
L’olio di lino, invece, apporta ALA e non EPA o DHA. È un altro prodotto, che non sostituisce un olio di pesce se è l’EPA e il DHA che cercate.
Leggere la forma: trigliceridi o esteri etilici
Sulle etichette, ricorre una menzione finale: la forma chimica dell’olio.
- Trigliceridi: la forma naturale dei grassi, quella degli Omega 3 di Novoma e di Nutripure (quest’ultimo disponibile solo in negozio).
- Trigliceridi ri-esterificati (rTG): un olio concentrato poi riconvertito in trigliceridi, come l’omega 3 di microalga Dynveo.
- Esteri etilici: la forma di numerosi oli concentrati, come il Golden Omega di Doctor’s Best.
- Fosfolipidi: la forma propria del krill.
Per un primo acquisto, ricordate soprattutto la dose di EPA e DHA al giorno, e la freschezza dell’olio.
Domande frequenti
In quale momento assumere gli omega 3?
Durante un pasto. Doctor’s Best consiglia per esempio i suoi softgel con un pasto contenente grassi, in un’unica assunzione o distribuiti su due pasti. Rispettate la dose dell’etichetta.
Perché alcuni oli danno dei rigurgiti?
È spesso una questione di freschezza. Conservate il vostro flacone al fresco, ben chiuso, e assumete le capsule a metà pasto.
Gli omega 3 sono adatti a tutti?
In caso di gravidanza, allattamento o trattamento in corso, chiedete prima consiglio al vostro medico o al vostro farmacista. L’olio di fegato di merluzzo, ricco di vitamina A, non è adatto alle donne in gravidanza. Gli oli di pesce e di krill contengono allergeni del mare.
Dove trovare un confronto più completo?
La nostra guida omega 3: EPA, DHA, vegetale o marino approfondisce le differenze tra fonti.
Per sentire la differenza tra un olio di pesce, di krill e di alga, nulla vale il banco: passate a trovarci in rue Théophile Roussel, a Parigi 12, vi mostriamo le etichette fianco a fianco.